Aziende all’estero: come diminuire i rischi in 5 punti.

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Anche le PMI ricorrono al risk manager per l’ispezione dei rischi in azienda: la liquidazione dei danni è più rapida se ci si affida a dei professionisti.

Un caso realmente successo.

In Australia un panificio industriale fu completamente distrutto da un grosso incendio. La compagnia assicuratrice si rifiutò di pagare svariati milioni di $ indennizzo: perché?

Il capannone era stato fabbricato con materiale infiammabile; prima della stipula della polizza, l’assicuratore non fu messo al corrente della presenza di poliuretano espanso. Perciò decise di non pagare i danni.

Aprire le porte i cancelli dell’azienda a personale esperto è un’ottima strategia, meglio ancora se la compagnia assicuratrice è accompagnata dal nostro risk manager di fiducia.

Come diminuire i rischi in azienda in 5 mosse.

1. Prendere visione delle aree esterne all’azienda. 

La corretta distanza tra il sito produttivo e i capannoni di aziende confinanti con la nostra deve essere comunicata sia al risk manager che al personale tecnico delle compagnie assicuratrici; il rispetto della legge locale in tema di regolare installazione e revisione di idranti e cisterne, può diminuire il rischio di incendio.

2. Verificare i materiali di costruzione del capannone. 

La presenza di materiale altamente infiammabile, se non comunicata alla compagnia assicuratrice, può precludere all’azienda di incassare il pagamento di un importante sinistro. Se si acquisisce una fabbrica, se ampliamo il sito produttivo, si suggerisce di organizzare una visita sia con il nostro risk manager che con la direzione tecnica del nostro assicuratore.

3. Magazzino e impianti elettrici.

Solo negli Usa gli incendi scoppiati in queste aree sono costati alle imprese (spese legali per infortuni sul lavoro escluse!) $155 milioni. Un sopralluogo aggiornato, anche fotografico, e’ sempre più consigliabile.

4. Pericolose sotto-assicurazioni.

Rivedere abitualmente le somme assicurate di edifici, macchinari, magazzini, prodotto finito, è un’ottima abitudine: organizzare un incontro assieme al nostro risk manager significa evitare spiacevoli contestazioni in caso di sinistro.

5. Blocco del processo produttivoStima preventiva dei danni da interruzione di attività.

Il grafico evidenzia che le PMI continuano a pagare il prezzo più alto: il fermo prolungato della catena produttiva può costare caro per la sopravvivenza dell’azienda. L’aggiornamento della somma assicurata deve essere fatto abitualmente, coinvolgendo sia il proprio risk manager che un professionista stimatore indipendente: in caso di blocco improvviso della produzione, l’azienda e’ sicura di riprendere l’attività in tempi rapidi. 

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Intorno ai rischi da fermo di produzione rimando a questi articoli di approfondimento.

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