Spese mediche d’emergenza all’estero: siamo sufficientemente coperti?

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Ultimo aggiornamento: Gennaio 2020

Epidemia, infortuni in montagna, diving, trasporto d’emergenza: prima di partire, è meglio verificare bene se siamo coperti contro questi seri rischi. In caso di bisogno, fare affidamento a consulenti assicurativi esperti fa la differenza.

Domanda: «Sono all’estero e da poco è scoppiata un’epidemia. Non sono stato contagiato ma voglio tornare nel mio paese il più presto possibile. Le impreviste spese di rientro anticipato sono pagate dalla polizza viaggi?»

Risposta: ogni caso è a sé stante. La materia è molto complessa e varia da polizza a polizza, a seconda del nostro paese di residenza e dalla compagnia con cui siamo assicurati contro i rischi viaggi.

A grandi linee, ci troviamo in una situazione di crisi quando le autorità consigliano l’immediata evacuazione dal paese ospitante. Ecco i casi principali:

  • scoppio di insurrezione, rivolta civile, conflitto militare
  • attacco terroristico che abbia causato vittime
  • calamità naturali
  • l’inizio di un’epidemia.

Ora, con riferimento specifico all’epidemia, bisogna verificare bene se la nostra polizza viaggi esclude o copre le spese mediche da epidemia e i costi per il ritorno d’emergenza nel nostro paese di residenza.

Nella maggior parte dei casi, le polizze escludono espressamente le epidemie e pandemia di particolare gravità e virulenza che richiedono misure restrittive come la quarantena.

Tuttavia, alcuni assicuratori internazionali rimborsano le spese mediche e di cancellazione del viaggio da epidemia se abbiamo prenotato il viaggio -o se ci troviamo già nel paese in cui é scoppiata- prima della pubblicazione del travel alert da parte della compagnia assicuratrice.

Se abbiamo invece a nostro rischio deciso di intraprendere il viaggio dopo la pubblicazione del travel alert, per ovvi motivi la nostra polizza viaggio non rimborsa né le spese mediche né quelle di ritorno d’emergenza da epidemia.

A travel warning, travel alert, or travel advisory is an official statement issued by a government agency or insurance company to provide information about the relative safety of travelling to or visiting one or more specific foreign. They could be anything from a severe weather warning, civil unrest or an act of terror, epidemic.

Se abbiamo già pianificato un viaggio in un paese in cui è da poco scoppiata un’epidemia, o se in quel paese dobbiamo solo transitare, è meglio verificare bene se possiamo farci rimborsare le spese di cancellazione del viaggio.

D: «Ne approfitto delle vacanze invernali per andare a sciare. La polizza rimborso spese mediche da malattia mi copre contro gli infortuni?»

R: Assolutamente no. La polizza “infortuni” è un tipo di copertura completamente diversa dalla polizza ”malattia”. Sono due eventi completamente distinti l’uno dall’altro: il primo è un evento fortuito ed esterno. La seconda è un’alterazione improvvisa del nostro stato di salute. Le compagnie assicuratrici tengono questi due rischi ben separati l’uno dall’altro.

D: «E in caso di embolia durante un’immersione estiva? Sono coperto?»

R: Alcune polizze sanitarie includono questo rischio, altre invece lo escludono del tutto!

Un conto è l’immersione ricreativa, un altro quella professionale, esclusa dalla maggior parte delle polizze mediche.

Chi pratica il diving come hobby sa bene che le lesioni da immersione (pensiamo ad una distensione polmonare) possono essere inclusi all’interno della polizza del professionista subacqueo con cui si immerge.

In caso di emergenza, è molto importante verificare se il rapido trasporto presso il più vicino centro iperbarico è coperto dalla polizza.

La materia è comunque molto complessa e richiede di confrontarsi con un consulente esperto.

D: «Lavoro come libero professionista all’estero: in caso di ictus, chi mi rimborsa le spese mediche e di assistenza? 

R: Anche qui bisogna distinguere: per chi è spesso in viaggio per lavoro ci sono specifiche soluzioni.

Chi invece non si allontana da casa, può ricorrere ad altre coperture. Ecco una panoramica in questo articolo.

D: «Sono a capo di un’impresa all’estero: ho intenzione di offrire a tutti i miei dipendenti una copertura di gruppo infortuni e malattie. Conviene che mi assicuri assieme a tutti loro oppure dovrei comprare qualcosa a parte solo per me?»

R: Dobbiamo tenere ben distinte le assicurazione di gruppo da quelle individuali per i dirigenti/quadri. Le prime offrono ai dipendenti benefits di varia natura da utilizzare all’interno del loro paese di residenza.

La polizza medica internazionale, invece, permette al country manager, spesso in viaggio per lavoro, di accedere in caso di emergenza a trattamento medico in più paesi del mondo».

D: «Prevedo di acquistare una polizza sanitaria internazionale: è già inclusa l’«assicurazione viaggio»?

R: Nella maggior parte dei casi lo è. Questo tipo di polizza ci ripara già da tutti quei piccoli inconvenienti che possono capitarci in viaggio sia di lavoro che in ferie come: danneggiamento delle valigie, smarrimento carta di identità, furto della macchina fotografica, perdita del volo.

Tuttavia, il motivo per cui expats e dirigenti d’azienda acquistano una polizza sanitaria è ben altro.

Accedere, soprattutto in caso di improvvisa necessità, al network di cliniche pubbliche e private, per chi vive e viaggia all’estero è ormai indispensabile.

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