Polonia e integrazione industriale: quali rischi per le aziende?

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Nel 2016 la Polonia, secondo i dati del centro nazionale di statistiche, ha registrato un decremento del PIL rispetto al 2015. Tuttavia, si conferma ancora uno dei Paesi UE con i più elevati tassi di crescita. 

Le previsioni per le aziende restano positive per il futuro, sebbene alcuni specifici rischi di fornitura non vanno assolutamente trascurati.

Uno dei punti di forza della Polonia è la sua integrazione economica non solo con gli altri tre paesi del Gruppo di Visegrad (Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria) ma anche e soprattutto con la Germania. 

I rapporti commerciali tra la Polonia e la Germania si sono tanto rafforzati negli anni, in particolar modo nel settore dell’automotive, che a buon titolo si fa riferimento ad un vero e proprio rapporto di integrazione industriale tra le aziende polacche e quelle tedesche.

Una recente conferma viene dalla Direzione di Mercedes-Benz che ha scelto proprio la Polonia come il paese in cui inaugurare a breve la produzione di un nuovo motore, nella città di Jawor, con un investimento produttivo di 500 milioni di Euro.

Tuttavia, ciò che a prima vista sembra un punto di forza può rivelarsi un tallone di Achille. 

Che cosa succede all’impresa italiana in Polonia se improvvisamente il rapporto di fornitura dovesse interrompersi per cause tutte imputabili ad una ditta tedesca?

1. Un esempio concreto: automotive.

Un’azienda italiana produce in Polonia volanti per uno specifico modello di auto tedesca. Se dovesse capitare un danno allo stabilimento in Germania (improvvisamente, la linea di produzione prende fuoco), la stessa produzione di quei volanti, per quello specifico modello di vettura, dovrà essere interrotta perché quel prodotto (il volante) non viene più “assorbito” dalla casa automobilistica.

Un sinistro di questo tipo può avere delle conseguenze finanziarie molto serie. Se non vengono affrontate adeguatamente prima che si verifichino, possono pregiudicare i bilanci dell’azienda a seguito di un sinistro che si  è verificato anche a molti chilometri di distanza, presso la casa madre in Germania.

Riportiamo un interessante prospetto che riassume, secondo Allianz, l‘esposizione delle aziende a danni di questo tipo: subito dopo gli eventi atmosferici e gli incendi, l’interruzione della fornitura occupa il terzo posto.

Tornando al nostro caso, l’incendio che ha colpito l’impresa automobilistica tedesca può seriamente interrompere la produzione di volanti: l’azienda italiana in Polonia, nello specifico, si ritroverebbe improvvisamente senza il destinatario finale del prodotto finito (il volante), costringendola ad interrompere di colpo la produzione.

2. Un secondo esempio: elettromeccanica.

Due aziende delle stesso gruppo producono presse idrauliche: la prima si occupa della parte meccanica, la seconda della parte elettrica e del montaggio.

Se la prima azienda subisce un danno da incendio, o da allagamento, la seconda, per poter continuare la produzione, è costretta ad acquistare la parte elettronica da altra ditta, probabilmente a prezzi più alti. Ciò si traduce in una perdita di profitto.

Particolarmente serie possono essere le conseguenze sulla gestione del sinistro. Nel caso appena visto di interruzione di attività presso una società del gruppo si potrebbe assistere ad un aumento dell’indennizzo, soprattutto in caso di integrazione verticale del processo produttivo. Infatti, ogni singola azienda del gruppo può vedere amplificate, anche in maniera consistente, le potenziali perdite di reddito subite.

Come possiamo ridurre questi rischi?

Reperire un’altra azienda in grado di acquistare lo stesso tipo di volante, o di componente elettronico, è un’impresa non da poco. Ecco perché le imprese devono valutare attentamente i partners commerciali con cui lavorano.

Si suggerisce di:

Verificare all’interno della polizza la presenza della clausola di “interdipendenza”.

Le clausole a garanzia della “interdipendenza” estendono la copertura assicurativa a tutti i siti produttivi, sedi, stabilimenti, magazzini dell’impresa con cui abbiamo uno specifico rapporto di fornitura industriale. L’inserimento di tutte queste “locations” in polizza consente alla Compagnia assicuratrice di individuare subito dove si è verificato il sinistro (ad es.: un importante inondazione ha colpito una particolare regione della Germania) e inviare i propri periti per una prima stima dei danni.

Specificare ed elencare chiaramente nei contratti assicurativi i nominativi delle imprese clienti e fornitrici.

L’inserimento in polizza della garanzia “fornitori” ha uno scopo ben preciso: assicurare l’impresa dal danno economico causato dall’improvvisa interruzione dell’attività che abbia colpito la produzione di un’impresa fornitrice.

La compagnia assicuratrice infatti si obbliga nei confronti dell’assicurato ad indennizzare le perdite derivanti da un sinistro che abbia colpito uno degli stabilimenti delle ditte fornitrici espressamente elencate in polizza.

3. Fermo di Produzione: diniego di accesso e danni da interdipendenza.

Per completezza, riporto un ulteriore caso specifico di danni da interruzione della produzione. Siamo sempre nell’ambito dei rapporti tra azienda e partners commerciali; tuttavia, il danno, questa volta, non è un evento che ha colpito fornitori o clienti. Il danno, finanziario, dipende da un sinistro che ha colpito l’azienda italiana in Polonia.

Supponiamo che la produzione dell’azienda italiana produttrice di volanti abbia subito un’interruzione a seguito di un grave allagamento dei locali adibiti a lavorazione e magazzino. L’improvviso blocco dell’attività rende impossibile, per i fornitori, accedere allo stabilimento allagato e ricevere la merce bloccata nei locali messi completamente a soqquadro.

In sintesi, l’azienda italiana può limitare le conseguenze finanziarie derivanti da questo sinistro inserendo questa specifica clausola in polizza.

Clienti e fornitori esteri possono assicurarsi contro le conseguenze finanziarie derivanti dal sinistro che ha colpito l’azienda italiana grazie alle clausole di interdipendenza di cui sopra.

Al di là della breve introduzione fornita in questo articolo, occorre sottolineare come la gestione del fermo di produzione sia una materia complessa, ed è pertanto sempre opportuno avvalersi della consulenza di un risk manager che possa aiutare a valutare in maniera completa e affidabile le principali esposizioni al rischio e le soluzioni assicurative più adatte ad ogni singola realtà.

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