Responsabilità del manager: 8 casi realmente accaduti.

CFO e dirigenti a rischio: commettere errori è molto frequente. Per chi è a capo di un’azienda assicurarsi e’ ormai un’esigenza.

Nel corso della loro attività, sia in Italia che all’estero, CFO, titolari di aziende e country manager sono per legge responsabili, con il loro patrimonio, dei danni causati a terzi o alla società che rappresentano.

Le loro decisioni, come risulta dagli 8 casi riportati qui sotto, possono essere contestate di fronte ad un tribunale non solo dagli azionisti ma anche da partners commerciali, clienti e dipendenti.

Conoscere le leggi del Paese dove si trova la propria azienda è ormai una priorità. La normativa locale può improvvisamente prescrivere nuovi obblighi di legge a carico di dirigenti e manager: pertanto, il rischio di incorrere in violazioni e pagare di tasca propria è molto frequente.

Lo afferma un recente report di Allianz: i manager sono sempre più soggetti ad azioni legali intraprese nei loro confronti, sia sul piano civile che su quello penale; dal 2010 al 2016 sono stati presi in considerazione 576 sinistri in 49 paesi.

La maggior parte riguarda proprio la mancata ottemperanza alle leggi e regolamenti del paese in cui operano.

Seguono negligenza e imperizia nella conduzione dell’azienda.

Alla diligenza del buon padre di famiglia la legge ha sostituito quella più specifica prevista dalla natura dell’incarico e dalle specifiche competenze affidate dall’azienda in un determinato paese.

La perdita di dati aziendali, dovuta ad attacchi informatici e danni alla reputazione e al buon nome dell’impresa si aggiungono come cause top che hanno portato gli amministratori a ricorrere ad un legale per difendersi in tribunale.

8 casi specifici di responsabilità del dirigente d’azienda.

Proponiamo una breve carrellata di alcuni sinistri realmente successi. Essi riguardano sia la materia della sicurezza sul lavoro, che i danni all’ambiente, alla reputazione, al buon nome dell’impresa e al consumatore. Abbiamo incluso due richieste di danni mosse dall’impresa ai propri manager per discriminazione sessuale dei dipendenti e circolazione non autorizzata di veicoli, il rischio cyber.

1.Violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Il dipendente di un’azienda muore sul lavoro. Gli eredi, assieme all’ente locale che regola il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza, portano in giudizio il datore di lavoro per mancanza del rispetto dei regolamenti in materia.

2.Infortunio sul lavoro.

Un dipendente di un’azienda specializzata nella lavorazione del legname per conto terzi, durante le operazioni di pulizia di un impianto, subisce l’amputazione di 3 falangi. Le autorità locali, sopravvenute sul luogo del sinistro, riscontrano che la macchina taglia legna era sprovvista di idonei dispositivi di protezione.

3.Danni ambientali.

Un’azienda opera nel settore cosmetico. Le autorità comunali accertano che dalle condutture di scolo, ormai logore, fu riversata una notevole quantità di sostanza inquinante all’interno degli scarichi pubblici. Il management dell’azienda viene citato sia dalle Autorità locali per danno all’ambiente che dai titolari dell’impresa per imperizia, cattiva amministrazione e danno al buon nome dell’azienda. In giudizio e’ stato provato che il board era a conoscenza del cattivo stato in cui versavano le condutture ma nulla fu fatto per limitare i danni.

4.Uso della carta di credito aziendale per motivi personali.

L’amministratore di un’azienda in liquidazione è portato in giudizio dai proprietari dell’impresa dove lavorava. Fu provato che l’auto personale venne riparata a spese dell’azienda. L’officina, non potendo riscuotere l’assegno per le spese di riparazione della vettura, si rivolse direttamente ai titolari dell’azienda, che hanno scoperto l’abuso e il danno di immagine nei loro confronti.

5.Danni al consumatore da prodotto contaminato.

I dirigenti di un’azienda specializzata nella produzione e congelamento di prodotti alimentari sono citati in giudizio per violazione della normativa locale in materia di conservazione e vendita al pubblico. Nel caso specifico, l’impresa non si limitava alla produzione di cibi risultati tossici ma anche alla vendita dei preparati presso negozi di sua proprietà.

6.Discriminazione sul lavoro. 

La dipendente di un’azienda fa causa al proprio ex datore per condotta scorretta sul luogo di lavoro. Nello specifico, fu provato che il caporeparto promise alla lavoratrice una promozione in cambio di prestazioni sessuali. Per questo fu costretta a lasciare il posto di lavoro. La causa legale coinvolse non solo il caporeparto ma anche la Direzione dell’azienda.

7.Danni da circolazione veicoli non autorizzata.

Il dirigente di un’azienda è citato a rispondere personalmente dei danni provocati da un veicolo che, non dotato di targa e di regolare permesso alla circolazione, ha provocato un sinistro stradale. Il muletto, nel caso, era uscito dal perimetro aziendale per caricare la merce sita in un magazzino della stessa azienda dall’altro lato stradale.

8.Cyber Risk.

I dirigenti rischiano non solo di perdere il posto, ma anche di pagare di tasca propria i danni di un attacco cyber in azienda. In questo articolo riportiamo i casi più eclatanti, assieme ad un’analisi delle ripercussioni di un attacco cyber sulla polizza “Directors and Officers”.

Perché stipulare una polizza “Directors and Officers”?

In sintesi, la polizza protegge il patrimonio personale degli Assicurati (dirigenti, sindaci, amministratore unico), da richieste di risarcimento avanzate nei loro confronti per danni patrimoniali subiti da terzi a causa di errori, omissioni e/o violazioni degli obblighi previsti dalla legge locale.

La polizza prevede il pagamento non solo delle spese di difesa, ma anche di quelle di pubblicità e dei danni riconosciuti da sentenza di condanna.

Può essere conclusa a favore:

1.di una singola persona assicurata. In questo caso, la polizza è conclusa ad personam. L’assicurato può fare affidamento sul massimale di polizza per le somme richieste a titolo di danni  commessi durante lo svolgimento delle sue funzioni.

2.della Società. In quest’altro, è la società che può ottenere il rimborso di tutte le spese per i danni commessi dai propri direttori a terzi.

In Conclusione.

Ogni paese prevede specifici obblighi di legge in capo al dirigente d’azienda.

Alla luce delle nuove normative in materia di responsabilità civile e penale delle società, anche in materia ambientale, si suggerisce a manager e direttori di verificare – assieme al proprio legale di fiducia e a consulenti e risk manager specializzati nella prevenzione dei danni sui luoghi di lavoro – se la normativa locale prescrive specifici obblighi a proprio carico.

Il processo di control risk management nasce infatti dall’esigenza non solo di evidenziare all’imprenditore la conformità dell’attività aziendale alle norme e ai regolamenti locali ma anche di predisporre attivamente tutte quelle misure idonee alla prevenzione di sinistri che possono colpire in maniera significativa il patrimonio aziendale e personale di società e manager.

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