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Andare per mare: se sei uno skipper o un armatore fai attenzione a questi serissimi rischi.

Pubblicato:25 Febbraio 2026
Tempo di lettura: 10 minuti
Bandiera con diagonale rosso e giallo

Da appassionato di mare e possessore di patente nautica, posso confermare quanto sia importante prevenire e ridurre i principali rischi della navigazione che possono mettere a repentaglio la salute e la sicurezza dei passeggeri come l’affondamento, l’incagliamento, le collisioni, una fatale caduta in mare dovuta a consumo di alcol a bordo.

Qui di seguito offriamo una carrellata di questi eventi da scongiurare assolutamente.

Seguiranno ulteriori approfondimenti di pratica utilitá per skipper e possessori di imbarcazioni di dimensioni medio-grandi sulle misure di prevenzione e riduzione dei principali rischi.

Ampio spazio sarà dedicato alle soluzioni assicurative internazionali a protezione dell’imbarcazione, dei passeggeri e del patrimonio personale del comandante e dell’armatore.

Quali sono i rischi devastanti piú frequenti a cui va incontro un’imbarcazione di dimensioni medio-grandi?

I rischi più gravi per gli yacht e le barche a vela di medie e grandi dimensioni sono l’affondamento, l’incagliamento e le collisioni, senza contare le conseguenze di natura risarcitoria a cui va incontro lo skipper e il proprietario dell’imbarcazione nei confronti dei parenti di chi si è fatto male o ha perso la vita in barca.

Siamo quindi di fronte a rischi che non riguardano solo l’imbarcazione in senso stretto. 

Il rischio di risarcire i danni a cose epersone seguito di collisione per una manovra sbagliata, imputabile al nostro skipper, può costare tantissimo.

Quali sono le cause principali di incendio ed esplosione?

L’uso crescente di apparecchiature elettroniche, tender e sistemi a batteria ha aumentato il rischio di surriscaldamento, a cui può seguire un incendio.

Perdite di carburante, guasti elettrici e generatori sovraccarichi in spazi chiusi e oleosi spesso causano incendi incontrollabili e di rapida propagazione. Il rischio aumenta quando scoppia un incendio all’interno di una sala macchine, luogo difficile da raggiungere.

I proprietari di costose barche a vela o yacht di lusso sono avvertiti: un incendio che si propaga oltre il compartimento iniziale può distruggere il natante in pochi minuti.

Il fulmine rappresenta una seria minaccia anche per le imbarcazioni medio-grandi?

Assolutamente sì, e il caso di uno yacht modello Sunreef 70 incendiatosi in Repubblica Domenicana è uno dei più emblematici e recenti riguardanti gli effetti devastanti di un fulmine su un’imbarcazione moderna di lusso.

Nel mese di agosto del 2025 un catamarano a vela, lungo circa 21 metri e del valore di 3 milioni di dollari, è andato a picco a causa proprio di un fulmine dagli effetti devastanti: la grandissima scossa ha provocato un incendio che, alimentato dai materiali compositi di resine e fibra di carbonio, si è propagato rapidamente a tutta l’imbarcazione. 

Nonostante l’intervento dei vigili del fuoco, il mezzo è andato completamente distrutto in poche ore; l’albero in carbonio è collassato e lo scafo è rimasto un relitto carbonizzato. 

Che cosa ci insegna questo serio incidente?

Ogni anno si verificano migliaia di fulminazioni in mare e sono soprattutto le barche a vela a pagarne le spese, visto che le dimensioni sono quelle che piú contano: più l’imbarcazione è grande e l’albero è alto, più funge da “bersaglio” per le scariche elettriche.

É per questo motivo che spesso i fulmini colpiscono le imbarcazioni con alberi alti, rendendo necessaria la sostituzione dell’intero apparato elettrico e talvolta dell’albero. 

Quando un fulmine colpisce un natante, l’energia scaricata in milioni di volt cerca la via più rapida verso l’acqua, danneggiando spesso l’albero, distruggendo l’elettronica di bordo (GPS, radar, radio) e rischiando di causare incendi o fori nello scafo. 

Anche se la barca è a terra, l’impatto può provocare cortocircuiti e danni strutturali gravi. Poiché molte barche moderne usano alberi o rinforzi in fibra di carbonio, la resistenza al passaggio di milioni di volt genera un calore tale da far esplodere la resina che tiene insieme le fibre.

Quali sono le aree geografiche del mondo più colpite da fulmini e qual è la stagionalitá a rischio?

La Florida è sicuramente una delle zone piú a rischio, si stima che fino al 20% delle barche a vela ormeggiate in Florida venga colpito annualmente.

Anche nel Mediterraneo i danni da fulmine sono in aumento: gli assicuratori registrano il 10-12% dei casi totali di incidenti alle imbarcazioni e le immagini satellitari del ciclone Helios parlano da sole.

Sviluppatosi nel Mediterraneo tra il 9 e l’11 febbraio 2023, è stato un intenso sistema di bassa pressione. Simile a un ciclone tropicale ha colpito duramente la Sicilia sud-orientale e Malta con raffiche di vento fino a 90-100 km/h e intensi nubifragi, prima di dirigersi verso le coste libiche.

Confronto tra due eventi meteorologici.

Oltre il 70% degli incidenti avviene nei mesi estivi (giugno, luglio, agosto) e prevalentemente nel pomeriggio.

Il consumo di alcol a bordo che rischi comporta per skipper, passeggeri, diportisti?

L’alcol è considerato il principale fattore contribuente negli incidenti nautici mortali, responsabile di circa il 20% dei decessi nel diporto. 

É un rischio sottovalutato non solo dagli skipper ma insidioso anche per chi si trova su di un’imbarcazione per fare sport, godere di momenti unici e panorami spettacolari: il sole, il vento, i momenti di spensieratezza tipici di chi vive il mare in barca amplifica l’alterazione dei sensi causata dall’alcol, portando a perdita dell’equilibrio, riduzione dei riflessi e pericolosissime cadute in mare, che possono essere fatali soprattutto quando si è in stato di ebbrezza e privi del giubbotto di salvataggio.

Con specifico riferimento agli yachts, considerato che parliamo di imbarcazioni dove lo scafo è piú alto, per ovvi motivi, rispetto ai piccoli natanti, il rischio di affogare a causa di una caduta in mare aperto da una considerevole altezza è una tragedia che va assolutamente prevenuta e scongiurata. 

Se a causa di una caduta in mare muore un passeggero, a quali rischi patrimoniali va incontro lo skipper o il proprietario di uno yacht?

In caso di morte di una persona a seguito di una caduta in mare, lo skipper e il proprietario dell’imbarcazione vanno incontro a gravissimi rischi patrimoniali, che si sommano a quelli penali.

La responsabilità civile grava su entrambi in solido, poiché il comandante è responsabile della navigazione e sicurezza, mentre l’armatore è responsabile della manutenzione e dell’equipaggiamento della barca.

Tornando all’esempio del consumo di alcol appena fatto, se i testimoni confermano che lo skipper ha permesso il trasporto e il consumo a bordo di bottiglie di vino o birra, se dalle indagini del sangue dei passeggeri si riscontrano la presenza di queste bevande oltre i limiti di legge, la loro posizione puó seriamente aggravarsi.

Pensiamo a quali rischi di natura risarcitoria possono entrambe andare incontro a seguito della morte per annegamento di un importante dirigente d’azienda o del rampollo di una nota famiglia di imprenditori a seguito di una caduta in mare dovuta al consumo di alcol a bordo.

Le leggi europee prevedono sanzioni severissime per chi conduce una imbarcazione in stato di ebbrezza (con limiti di tasso alcolemico simili a quelli automobilistici), che possono includere il sequestro della barca e la sospensione della patente nautica.

Se una barca di dimensioni medio-grandi affonda, chi è tenuto al pagamento delle costosissime spese di recupero del relitto?

In caso di affondamento, per legge le spese di recupero della barca spettano al proprietario/armatore, responsabile della rimozione del relitto per prevenire inquinamento e pericoli alla navigazione. 

Le spese di recupero di uno yacht o di una barca a vela di dimensioni medio-grandi variano tantissimo: si parte da poche decine di migliaia di euro per interventi semplici fino ad arrivare a decine di milioni di euro per operazioni complesse di superyacht. 

Le spese possono essere coperte da una polizza assicurativa “corpi”, mentre la sola RC obbligatoria spesso non basta. 

Agli aspetti legali e assicurativi, visto che si tratta di una materia molto complessa, dedicheremo nelle prossime settimane ulteriori approfondimenti.

Quali suggerimenti possiamo dare a skipper e proprietari di yachts e barche a vela di dimensioni medio-grandi?

Qui sopra abbiamo illustrato a livello generale i rischi piú gravi a cui vanno incontro sia la nostra barca che il nostro portafoglio.

Una cosa sono i danni diretti all’imbarcazione, altra cosa ritrovarsi in tribunale e difendersi dall’accusa di negligenza, imperizia e cattiva conduzione dell’imbarcazione. La nostra imbarcazione può seriamente danneggiarsi a causa di un fulmine e andare a picco, oppure i passeggeri possono essersi infortunati a causa della collisione con un altro mezzo.

Il mercato assicurativo offre numerosissime coperture a protezione di barche e passeggeri.

Tuttavia, in un mare magnum di offerte, è sempre meglio farsi seguire da consulenti assicurativi esperti nella prevenzione e riduzione dei rischi della navigazione.

Se c’è un sinistro, sono loro che ci aiutano ad ottenere l’indennizzo dei danni e sono sempre loro che ci seguono prima della stipula della polizza, indicandoci le linee guida di prevenzione generale indispensabili per garantire la sicurezza e la tranquillità nostra e dei nostri passeggeri.

Il mare rappresenta una vera passione non solo per tantissimi sportivi e ma anche di chi scrive queste righe, possessore di patente nautica e altrettanto appassionato del mondo delle barche a vela e a motore.

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Categoria:Assicurazione aziendale
Etichette:yachting sailing

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