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Rame e trasformatori elettrici: come ridurre il rischio furto su gomma. Le assicurazioni indispensabili contro le brutte sorprese

Pubblicato:15 Maggio 2026
Tempo di lettura: 14 minuti
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L’errata idea che il vettore paghi “sempre e comunque” è un grave abbaglio. La normativa nazionale e internazionale, come vedremo qui sotto, prevede solo una semplice presunzione di colpa, che prevede serie esclusioni e limiti al risarcimento.

Nella prima parte di questo articolo offriamo una carrellata dei principali rischi che corriamo quando consegniamo la nostra merce al vettore, assieme alle più importanti e aggiornate statistiche dei furti durante il trasporto.

Nella seconda, forniamo alle aziende che fanno grande utilizzo del rame e ai produttori di trasformatori elettrici alcune linee guida per ridurre il rischio di mancata consegna della merce.

Nella parte conclusiva, indicheremo le indispensabili polizze assicurative per proteggere i nostri interessi in caso di sparizione o danneggiamento durante il trasporto e a chi rivolgersi prima che un grosso furto non assicurato colpisca negativamente i fatturati aziendali.

Abbiamo deciso di trattare i trasformatori elettrici e il rame assieme per due principali motivi.

Innanzitutto, la loro reciproca dipendenza: il trasformatore ha bisogno del rame per funzionare in modo efficiente, e il rame trova nel trasformatore una delle sue applicazioni tecniche piú utilizzate.

Il secondo luogo, il fatto che le organizzazioni criminali vanno letteralmente ghiotte sia dei trasformatori che del rame.

Enrambi rappresentano, come vedremo nelle statistiche europee dei furti su gomma, un obiettivo primario dei lori illeciti interessi: il rame -preziosissima commodity recuperata dai trasformatori o come merce in transito sotto forma di bobine-una volta rubato può essere piazzato sul mercato illegale in modo rapido e profittevole.

Qui di seguito rispondiamo ad alcune delle principali domande delle aziende per proteggere i loro interessi economici quando rame e trasformatori viaggiano su gomma.

A che rischi andiamo incontro quando consegniamo la nostra merce al trasportatore presso il piazzale della nostra azienda?

In estrema sintesi, i rischi sono di due tipi, a seconda del luogo in cui si verificano.

All’interno dell’azienda, presso le aree di carico e scarico, la merce può cadere e danneggiarsi. Oltre a ciò, possono capitare seri infortuni ai nostri dipendenti.

Nel momento in cui la merce è caricata sul camion e lascia i piazzali della nostra azienda, i rischi principali sono il furto e il danneggiamento durante il trasporto fino a destinazione.

Con specifico riferimento ai rischio infortuni dei nostri dipendenti, cosa possiamo aggiungere?

Gli amministratori d’azienda devono investire moltissimo in salute e prevenzione, visto che l’area di carico e scarico rappresenta ad oggi uno dei luoghi piú pericolosi dello stabilimento produttivo.

La fase di presa in carico della merce sul piazzale aziendale è uno dei momenti più critici: i rischi principali per i nostri operai includono infortuni durante le manovre, schiacciamento, cadute e problemi legati alla movimentazione manuale dei carichi.

Il rischio di rispondere con il proprio patrimonio, come abbiamo ampiamente scritto qui, è concreto. La materia è molto vasta e per ragioni di spazio dedicheremo ulteriori approfondimenti.

A quali rischi andiamo incontro se improvvisamente dovesse sparire l’intero camion con tutta la nostra merce? Chi paga i danni?

Siamo di fronte a un episodio gravissimo di perdita totale del carico. 

In questo caso, il vettore, cioè la ditta di trasporti, è considerato legalmente responsabile per responsabilità presunta che nasce dal momento in cui riceve le cose fino alla loro consegna.

Ma attenzione: il vettore risponde della perdita della merce a meno che non riesca a provare che la sparizione sia avvenuta per caso fortuito, forza maggiore, vizi della merce o dell’imballaggio, errori commessi da chi ha spedito o deve ricevere il carico.

In questi 4 casi, il vettore non ha nessuna responsabilità mentre è l’azienda che ha interesse economico alla presa in consegna della merce integra a rischiare la perdita economica del prodotto, il mancato guadagno e potenziali controversie legali con i propri fornitori per inadempimento contrattuale.

Repetita iuvant: se il trasportatore dimostra di aver adottato tutte le cautele possibili (es. mezzo parcheggiato in area custodita, sistemi antifurto attivi), beneficia del limite di risarcimento legale a seconda che il trasporto stesso avvenga sul territorio nazionale o internazionale. 

Ci sono stati casi recenti di sparizione totale del mezzo del trasporto su gomma?

Recentemente si sono verificati casi anche molto eclatanti di sparizione totale di camion e dei loro carichi, spesso legati a organizzazioni criminali.

Questi episodi includono sia il furto del carico che del veicolo stesso, come nel caso delle 12 tonnellate di barrette di cioccolato destinate al mercato estero, sparite in Italia nell’aprile di quest’anno per poi essere per fortuna ritrovate assieme al camion che le trasportava.

Una notizia a lieto fine, ma che mette alla luce quali siano i rischi che corrono non solo le grandi aziende ma anche quelle piú piccole, alla pari facile bersaglio dei malintenzionati.

Abbiamo delle statistiche dei furti di merce trasportata?

La TAPA EMEA, l’associazione che dal 1997 assiste aziende produttive e spedizionieri a ridurre i rischi di furto lungo tutta la filiera del trasporto, ha registrato per il triennio 2022-2024 una somma pari a 157,421 crimini in 129 paesi, per una perdita complessiva di valore per le aziende vicina ai 2 miliardi di euro.

Le perdite si concentrano maggiormente sulle frodi digitali e sui furti fisici negli hub logistici e su strada.

Tra i casi eclatanti, oltre a quello appena menzionato, possiamo includere il furto di un rimorchio carico di accessori elettronici per videogiochi avvenuto in Germania, nel gennaio 2026, per un valore di oltre 1,5 milioni di euro. I malviventi hanno agito durante la notte, agganciando e rubando il semirimorchio carico di merci e lasciando sul posto solo il trattore stradale.

In Italia, si stima che circa 6 camion su 10 rubati spariscano definitivamente senza essere mai più localizzati. Solo il 39% dei mezzi pesanti sottratti viene effettivamente recuperato.

Nel 2025, i furti di carichi sono aumentati del 16% a livello globale. In Italia, solo nel febbraio 2026, il valore delle merci sparite ha raggiunto cifre milionarie, posizionando il Paese ai vertici europei per questo tipo di reati.

Le organizzazioni utilizzano metodi sempre più sofisticati, come il cyber-furto di carico, dove i criminali impersonano vettori legittimi per dirottare digitalmente le spedizioni prima ancora che partano.

Quali sono i prodotti maggiormente presi di mira dalle associazioni criminali?

Oltre ai generi alimentari, i bersagli principali per la sparizione totale sono:

  • elettronica e hi-tech
  • farmaci e cosmetici
  • alimentari e bevande di pregio
  • I metalli, in particolare i prodotti in rame.

Sono proprio i continui picchi del valore del rame sul mercato mondiale e la crescente richiesta da parte dell’industria delle energie rinnovabili che rendono i carichi su gomma di questo preziosissimo materiale un bersaglio ad altissima redditività.

Se è vero che i furti possono avvenire anche all’interno del sito produttivo (pensiamo alle diverse centinaia di milioni di euro di materiale rubati presso una grandissima azienda tedesca pochi anni fa) il rischio di sparizione dell’oro rosso su gomma non deve assolutamente essere trascurato nemmeno dalle PMI.

Sulla base dei dati più recenti (2024-2026), i furti di rame e di metalli durante il trasporto e dalle infrastrutture logistiche mostrano infatti un trend in forte crescita, alimentato dal valore record del materiale sul mercato nero.

I criminali utilizzano tattiche sempre più sofisticate, come l’uso di false istruzioni di consegna o il monitoraggio delle bacheche di carico (load boards) per intercettare spedizioni di rame dirette a settori industriali e delle costruzioni.

I trasformatori elettrici possono essere oggetto di furto su gomma?

Abbiamo appena accennato di quanto il rame sia così prezioso da attirare l’attenzione delle organizzazioni criminali. 

Ebbene, i trasformatori elettrici sono altrettanto un obiettivo frequente dei furti su gomma. 

I malviventi prendono di mira questi dispositivi proprio per estrarre e rivendere il rame e l’olio dielettrico contenuti al loro interno, materiali che garantiscono un’alta resa economica al mercato nero

Le aziende che utilizzano il rame e i produttori di trasformatori elettrici come possono proteggersi dai furti durante il trasporto?

Prima ancora di acquistare polizze assicurative, suggeriamo molto caldamente alle aziende di fare una vera e propria check list delle verifiche indispensabili per ridurre i rischi di furti del carico su gomma.

Lo ribadiamo con forza: i produttori di componentistica elettronica e gli utilizzatori di rame, dato il valore altissimo che questi prodotti hanno sul mercato illegale, devono assolutamente adottare degli strumenti di risk management su diversi livelli, fisico, tecnologico e amministrativo.

Ecco alcuni consigli pratici.

Innanzitutto, suggeriamo di selezionare bene il vettore.

Affidarsi a partner logistici e di trasporto affidabile è uno dei requisiti indispensabili, soprattutto quando la nostra merce deve attraversare piú paesi, con il rischio che la stessa ditta di autotrasporti si affidi e dei terzisti su cui non abbiamo il controllo.

Assieme alla ditta di trasporti possiamo pianificare le soste e vietare quelle in aree a rischio. 

Suggeriamo inoltre quanto sia inopportuno pubblicizzare il trasporto di merci di alto valore.

In secondo luogo, suggeriamo di implementare misure di tracciamento e monitoraggio.

Esistono strumenti di alta precisione che ci permettono di localizzare con sufficiente precisione il luogo dove si trova la nostra merce su gomma e l’attivazione di allarmi in caso di cambio improvviso di tragitto.

L’installazione di sensori di vibrazione e movimento all’interno dei container è una valida soluzione per ridurre il rischio di taglio o scasso degli imballaggi.

Con specifico riferimento al rame, l’utilizzo di liquidi marcanti, come il DNA sintetico, può scoraggiare i ladri, poiché rende il materiale facilmente tracciabile e difficile da rivendere.

Spesso si utilizza la marcatura invisibile, che consiste nell’apposizione di codici, loghi o informazioni tracciabili sulla superficie del metallo non sono visibili a occhio nudo ma rilevabili solo attraverso sistemi specifici.

Questa tecnica viene utilizzata principalmente per la tracciabilità industriale, l’anticontraffazione e la gestione dei lotti di produzione senza rovinare l’estetica del materiale. 

Considerato l’alto valore dell’oro rosso, possiamo proteggere il trasporto di rame utilizzando sistemi di chiusura di sicurezza per le porte del rimorchio o container, come lucchetti ad alta resistenza e utilizzare sigilli di sicurezza conformi alla norma ISO 17712 e coperture per sigilli (seal covers) per evitare manomissioni.

Con riguardo al trasporto di componentistica elettronica, esistono le linee guida Tapa in particolare la certificazione TSR (Trucking Security Requirements) che definisce standard elevati per il trasporto di merci ad alto valore aggiunto.

Quali specifiche polizze assicurative possono acquistare queste aziende a protezione dei loro interessi?

Nel trasporto su gomma, credere che il vettore risponda sempre e integralmente per la merce rubata è un falso mito. 

Gli imprenditori devono assolutamente tenere bene in mente che, quando consegnamo la merce al vettore, perdiamo il controllo sui nostri beni.

Idem quando attendiamo la consegna di merce integra, che abbiamo già acquistato, e che improvvisamente sparisce assieme al camion su cui viaggiava.

La responsabilità del vettore infatti non è oggettiva e automatica: il trasportatore è tutelato da limitazioni di risarcimento stabilite dalla legge e, in alcuni casi, può persino esimersi dal pagare.

Rispondendo alla domanda, le aziende che fanno grande utilizzo di rame e i produttori di trasformatori elettrici possiamo tutelare i loro interessi come proprietari della merce in viaggio attraverso una specifica polizza assicurativa che copre il rimborso integrale del valore dei beni in caso di furto, indipendentemente dalla colpa o meno del vettore.

Considerato che questa assicurazione, oltre ai casi di furto e smarrimento, mette gli imprenditori al riparo da altri brutti avvenimenti come gli incidenti del mezzo, gli eventi catastrofali e gli errori di movimentazione, dedicheremo in seguito un ulteriore specifico approfondimento.

Un’altra assicurazione che caldamente suggerisco è la polizza di tutela legale.

Quando un mezzo di trasporto sparisce, o in caso di distruzione anche parziale di beni di alto valore aggiunto su gomma, possiamo chiedere alla compagnia assicuratrice di incaricare i propri legali per verificare se, ad esempio, il vettore a cui è stata consegnata la merce non è stato abbastanza diligente ad incaricare il trasportatore finale responsabile della sparizione andata perduta!

In conclusione: come possiamo evitare le brutte sorprese e proteggere la nostra merce su gomma?

All’interno di questo articolo abbiamo a livello generale illustrato quanto sia importante tutelare i nostri interessi quando beni di alto valore aggiunto, come la componentistica elettronica e il rame, viaggiano su gomma dalla nostra ditta al compratore finale, oppure quando siamo noi che abbiamo il diretto interesse a ricevere merce che abbiamo già pagato e che deve per contratto arrivare integra sui piazzali della nostra impresa.

Quando stipuliamo un contratto di trasporto deve essere ben chiaro il momento in cui i rischi della merce in viaggio passano dal venditore al compratore: è infatti assolutamente importante che prima di ogni spedizione i passaggi delle consegne e i trasferimenti delle responsabilitá tra vari soggetti ed operatori della filiera del trasporto siano molto chiari così da evitare fraintendimenti e serissimi mal di pancia, consentitemi l’espressione.

Le assicurazioni sulla merce e la polizza di tutela legale sono sicuramente valide soluzioni tuttavia, prima che si verifichi un brutto sinistro, suggeriamo di affidarsi a esperti intermediari assicurativi con cui redigere non solo un piano di riduzione e monitoraggio di questi rischi ma anche di verificare quali clausole di responsabilitá possiamo inserire nel contratto di spedizione a tutela della nostra merce in transito.

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Categoria:Assicurazione aziendale
Etichette:logistica trasporti,  merce trasportata,  responsabilità amministratori,  tutela legale

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