Qui di seguito rispondiamo alle domande delle aziende che vogliono redigere un piano di riduzione dei rischi e verificare bene i massimali e le condizioni delle loro polizze contro i difetti dei loro trasformatori elettrici.
Come possono le aziende redigere un piano di riduzione dei rischi dal cattivo funzionamento dei nostri trasformatori?
Quando parliamo di riduzione del rischio di malfunzionamento di un trasformatore, dobbiamo necessariamente fare delle distinzioni molto importanti, a seconda del tipo e dell’utilizzo dei specifici trasformatori che per comoditá troviamo in questi 4 ambiti applicativi:
- energetico
- distribuzione e produzione di energia
- alimentare
- manufatturiero
Per capirci, sintetizzo al massimo.
Un conto sono i mega trasformatori di potenza di cui le centrali elettriche hanno bisogno per distribuire l’energia sulle lunghe distanze di trasformatori di potenza, noti nel settore come GSU (Generator Step-Up) o trasformatori di unità.
Un’altra cosa sono i produttori e i distributori di energia elettrica che utilizzano diverse tipologie di trasformatori di grandissima potenza per elevare, abbassare e misurare la tensione lungo la rete elettrica, gestendo il passaggio dall’alta tensione (trasmissione) alla bassa tensione (utenze finali).
Terza ipotesi: le aziende produttive (anche alimentari), le cui cabine elettriche richiedono specifiche progettuali di altissima affidabilità per gestire i carichi dei macchinari e garantire la sicurezza igienica e refrigerazione.
Quarto caso, non da ultimo ma altrettanto importante: le imprese che producono trasformatori trifase o che acquistano questi trasformatori per inserirli all’interno del loro prodotto, ad esempio un ascensore, un carroponte, un traghetto, le colonnine di ricarica delle vetture elettriche, grandi impianti di condizionamento.
Intervenire prima, per evitare guasti catastrofici, ridurre i fermi impianto e tutelare l’ambiente è assolutamente strategico ed è per questo motivo che suggeriamo alle aziende che operano nei 4 settori appena visti di rivolgersi a società specializzate nella riduzione dei rischi di guasti o cattivo funzionamento.
Come operano queste società di servizi?
I trasformatori richiedono per natura una manutenzione regolare e accurata, considerato che un guasto improvviso può mettere a rischio la produzione industriale (pensiamo ad un blocco di una cabina elettrica) o rendere completamente inutilizzabili colonnine di ricarica, grandi impianti di condizionamento, mezzi natanti…
Le cause più comuni possono essere:
- perdite
- umidità
- sovraccarichi,
- problemi tecnici
- difetti interni.
Programmare la manutenzione è assolutamente strategico per identificare i rischi prima che si verifichino.
Sono le stesse compagnie assicurative a richiedere ai propri assicurati di redigere un piano di manutenzione ben programmato, indispensabile per ridurre grossi sinistri e aumentare la vita delle attrezzature e il miglioramento energetico degli impianti.
A livello generale, queste aziende offrono servizi di manutenzione, diagnostica, indagine e monitoraggio dei trasformatori, per garantire affidabilità e sicurezza, dalle prime fasi di installazione alle segnalazioni di guasti o cattivi funzionamenti, fino alla riparazione completa.
Alle aziende produttive dove si trovano cabine elettriche indispensabili per il corretto funzionamento della produzione industriale sono garantiti specifici servizi di riparazione predittiva, così da scongiurare interruzioni del ciclo produttivo dagli effetti devastanti sull’intera filiera.
Alcuni servizi di alta specializzazione prevedono la progettazione di vasche di contenimento per oli dielettrici, sopralluoghi presso siti industriali, analisi chimiche e la prova dielettrica per la misura del livello di isolamento dell’olio, manutenzione predittiva con ultrasuoni e termografia, installazione di impianti elettrici e manutenzione di cabine.
Perché la polizza assicurativa in caso di un difetto del trasformatore è indispensabile?
La materia è molto complessa, e lo sanno bene proprio quelle aziende che producono e vendono trasformatori a trifase a quelle imprese che lo utilizzano per commercializzare il loro prodotto finito.
Se io produco un trasformatore a trifase, che per comoditá chiamiamo T, dovrò assicurarmi contro i difetti del mio trasformatore T.
Ma se sono un’azienda che produce ascensori e che utilizzo quel trasformatore T, dovró assicurare contro i difetti del prodotto il mio prodotto finale che non é T, ma che contiene T.
Entrambe queste aziende devono ricorrere alla polizza RC da prodotto difettoso, ma le due polizze saranno completamente diverse perché sono diversi gli interessi di queste aziende.
La prima polizza assicura i difetti da guasto del trasformatore, la seconda assicura i difetti di guasti del proprio ascensore che contiene quel trasformatore come componente.
Ovvio, il guasto all’ascensore può essere dovuto a cause diverse (il trasformatore T funziona benissimo), ma in caso di sinistro possono essere chiamate a rispondere entrambe le compagnie assicurative se la causa è dovuta ad un cattivo funzionamento di T.
I produttori di trasformatori a trifase come possono proteggere la loro azienda da richieste di risarcimento da prodotto difettoso?
Suggeriamo ancora una volta quanto sia indispensabile ricorrere a società di consulenza specializzate nella riduzione dei rischi di guasto o malfunzionamento dei trasformatori.
Oltre alla prevenzione, consigliamo caldamente di rivedere bene i massimali della polizza di RC prodotto difettoso.
Perché si consigliano massimali di risarcimento molto alti?
Per vivere sereni e la ragione sta tutta qui, cerco di essere il più chiaro possibile.
Quando esportiamo il nostro trasformatore all’estero possiamo conoscere i settori di destinazione del nostro prodotto ma certo non possiamo sapere a quali aziende utilizzatrici il nostro trasformatore sarà venduto dal nostro distributore.
Il nostro trasformatore puó essere inserito all’interno di macchinari, cabine elettriche, carroponti, traghetti, mezzi di locomozione e di ricarica di colonnine, grandi impianti di erogazione dell’energia, e questo ci espone a dei rischi da non trascurare assolutamente.
Un improvviso guasto attribuibile al nostro trasformatore può causare un importante danno al prodotto delle aziende clienti del nostro distributore che, a cascata, possono registrare un fermo di produzione e che potrebbero rifarsi a monte sul nostro patrimonio per il risarcimento dei danni.
Ogni azienda è diversa come altrettanto diversi sono i paesi esteri di destinazione del nostro trasformatore, che può essere utilizzato in diversi settori industriali anche da un numero molto significativo di clienti, partners, importatori-distributori.
A quanto dovrebbero ammontare i massimali?
Dai 5 ai 10 milioni di euro, validità in tutto il mondo.
I produttori ed esportatori di trasformatori trifase che verifiche devono fare per ottenere una polizza assicurativa a prova di risarcimento?
Innanzitutto, devono verificare bene che l’ufficio sinistri della compagnia assicurativa comunichi fluentemente in lingua inglese e che questa compagnia disponga di propri partner assicurativi nei paesi di destinazione del nostro prodotto.
In questo modo, se una richiesta di risarcimento arriva sulla scrivania dell’amministratore dell’azienda italiana, questa potrà fare affidamento sul team di legali internazionali che la stessa compagnia assicurativa a proprie spese incarica per la difesa.
Un altro consiglio è chiedere alla compagnia di co-assicurare il nostro importatore, così da estendere i massimali della nostra polizza anche a colui che svolge le operazioni di importazione e rivendita.
Non da ultimo, fare affidamento a consulenti assicurativi con esperienza internazionale è assolutamente strategico: è grazie alla loro conoscenza dei mercati di destinazione e alle dinamiche e prassi di liquidazione dei grossi sinistri che possiamo contare quando una grossa richiesta danni rischia di mettere a repentaglio il fatturato e gli investimenti in ricerca, qualitá, distribuzione e marketing.
